SCIATICA: Come Alleviarla in Pochi Minuti e in Modo Naturale

Sembra un assioma banale, visto che tutti i processi infiammatori portano con se anche un dolore diffuso e persistente nella zona interessata, ma l’infiammazione del nervo ischiatico comunemente conosciuto come nervo sciatico, rende particolarmente fastidiose e disagevoli le attività dei soggetti interessati da questo tipo di nevralgia, condizionandone le attività quotidiane.

Quando una delle radici di questo che è Il nervo più lungo del nostro corpo  (ha origine nella parte bassa della schiena ed irradiandosi attraversa anche e natiche per raggiungere le gambe nella loro parte interna) subisce una compressione o si irrita la conseguenza è un dolore talvolta lancinante e continuo che coinvolge a partire dalla zona lombare tutto l’arto inferiore spingendosi a volte fino ai piedi.

E’ bene tener presente che non parliamo di una malattia bensì di uno stato sintomatico dovuto agli effetti che la compressione del nervo provoca sulle strutture motorie interessate dall’infiammazione. Tecnicamente nel tratto lombo-sacrale i dischi intervertebrali (che fanno da “ammortizzatori” tra due vertebre) per via di una malattia e/o di un evento traumatico possono non assolvere a pieno alla loro funzione facendo sì che il nervo radicolare nella parte bassa della schiena venga compresso dando luogo al dolore che caratterizza la tipica sofferenza sciatica. E’ generalmente più comune nelle persone tra i 30 ed i 50 anni e, come detto, è il risultato diretto di un “logoramento” delle strutture interessate(dovuto ad ernia del disco che è la causa più frequente o ad artrosi, artriti, colpi di freddo, movimenti bruschi e/o irregolari della schiena) più che di un evento ben specifico.
Vediamo adesso che supporto possono fornirci le nostre amiche piante per aiutare la nostra schiena a soffrire un po’ meno.

Iperico Olio
Storicamente conosciuto come valido rimedio naturale per la cura degli stati ansiosi e/o depressivi, l’olio di questa pianta viene frequentemente usato per via topica, fin dal Medioevo, anche per le sue proprietà antinfiammatorie ed analgesiche. Il suo oleolito dal tipico colore rossastro, molto ricco in flavonoidi (ipericina, quercetina, rutina) e tannini, ha importanti proprietà cicatrizzanti e di rigenerazione cellulare dei tessuti nervosi utilissime nel processo di recupero delle strutture coinvolte in alcuni tipi di sciatalgie e lombalgie (1). Risulta molto efficace soprattutto quando utilizzato in sinergia con altre erbe come gli estratti di Salice bianco, o composti come la Curcumina che ne esaltano le sue potenzialità curative. Il suo impiego abitualmente deve essere effettuato sempre sotto consiglio medico date le sue particolari precauzioni d’uso, ma l’applicazione esterna come olio per massaggiare le zone interessate consente una assoluta sicurezza di utilizzo.

Salice
E’ come ben noto l’antinfiammatorio per antonomasia e quindi non poteva assolutamente mancare nel nostro elenco di” amici verdi” che possono alleviare le lombo sciatalgie (2)  anche in quelle esacerbate (3) che di tanto in tanto possono occorrere (4). Come già ricordato in altri nostri interventi, importanti sono  le capacità analgesiche possedute dai salicilati (5) in esso contenuti, proprietà sicuramente da non sottovalutare quando è proprio il dolore persistente il sintomo caratterizzante il disturbo in questione.

Verbasco
Non proprio una star dei fitoterapici come la pianta precedente, è conosciuta a pochi per altri utilizzi in particolare per le affezioni respiratorie (1), nella fitomedicina europea dato il contenuto in flavonoidi (6), glicosidi (7), mucillagini e tannini che ne fanno un buon lenitivo antispasmodico ed antinfiammatorio (8), grazie alla sua versatilità di utilizzo, viene utilizzato per uso esterno nelle sciatalgie, nei casi di versamenti articolari e nelle affezioni muscolo-tensive.

Artiglio del diavolo
Piccolo spazio tra i nostri suggerimenti spetta naturalmente anche a questa pianta originaria di alcune zone dell’Africa che proprio grazie alle proprietà antinfiammatorie ed analgesiche approfondite nella monografia ad essa dedicata (9), risulta uno dei rimedi migliori per alleviare il dolore e migliorare la mobilità in tutta una serie di affezioni muscolo scheletriche (10).
Quando i dolori lombari ci attanagliano quindi, teniamola presente se si vuol star meglio e soffrire un po’ meno.

Arnica
Viene utilizzata come fitoterapico fin dal Medio Evo, ed è a tutt’oggi di ampio utilizzo nella medicina tradizionale europea, continente nei cui prati di medio-alta quota cresce spontanea da maggio ad agosto. L’utilizzo abituale è l’applicazione locale nelle più svariate formulazioni (unguenti, tinture, olio) ma è nella pomata che trova il suo consumo massivo sia per convenienza che per praticità d’uso. Ricca di polifenoli (prociamidi, lattoni ed Arnicolide A) oli essenziali e flavonoidi, possiede un ampio raggio d’azione terapica comprendente le cardiopatie, gli stati setticemici, la risoluzione di affezioni respiratorie e i postumi da interventi chirurgici, ma l’utilizzo più “collaudato” nel tempo è quello nella cura  di edemi post-traumatici (11) e nelle artralgie e lombalgie a carattere distorsivo, date le sue attitudini antinfiammatorie (12) ed antidolorifiche (13,14). La presenza del lattone sesquiterpenico  ne vieta l’utilizzo su ferite o lesioni aperte e nei soggetti allergici alle Compositae.

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Lavanda
Insieme alla Camomilla ed a poche altre infiorescenze la Lavanda è da sempre considerato uno tra i più versatili ed utili oli essenziali di cui ci si possa servire, noto antispasmodico e sedativo, deve gran parte delle altre sue “fortune terapeutiche” al linalolo (15). Questo composto, conferisce infatti alla lavanda gran parte delle sue proprietà antinfiammatorie (16), che associate alle capacità analgesiche apportate dall’eugenolo (17),la rende un ottimo rimedio per calmare dolori reumatici (sia muscolari che articolari) e per alleviare lombaggini e sciatalgie. Sono sempre da preferire gli oli essenziali di Lavanda distillati in corrente di vapore perché conservano una maggior quantità di composti attivi (18).
E’ facile comprendere dato il suo utilizzo millenario che è una pianta a rischio basso per gli adulti, mentre nei bambini in età pre-pubere va utilizzato con precauzione (la lavanda in elevate quantità ha effetti estrogenici (19); attenzione è da prestare quando si è in trattamento con psicofarmaci in quanto la Lavanda potenzia gli effetti degli antidepressivii e dei barbiturici.

Camomilla
Conosciutissima  per gli effetti sedativi sul sistema nervoso e lenitivi per l’epidermide, i massaggi effettuati con l’olio essenziale di questa pianta risultano essere altrettanto risolutivi per le problematiche che stiamo trattando. Il segreto della sua efficacia antinfiammatoria (20) risiede sicuramente nell’effetto sinergico dei suoi componenti costitutivi che agiscono di concerto per risolvere i dolori lombari. Prima di tutto nell’olio essenziale di camomilla si riscontra un discreto  contenuto di salicilato di metile (estere dell’acido salicilico), che di solito è presente in buona parte delle formulazioni mediche risolutive per strappi muscolari ed antireumatici in quanto ad accertata azione spasmolitica(21), miorilassante(21) ed analgesica (22). A questo dobbiamo aggiungere la presenza di flavonoidi (quercetina e soprattutto apigenina) che ne accrescono l’azione antiflogistica (23), e ne accrescono la permeabilità epidermica (24). Grazie poi all’alfa-bisabololo che possiede proprietà analgesiche (25) ed antinfiammatorie (26) ed al camazulene che inibisce la sintesi di leucotrieni (antiinfiammatorio ed antiossidante[27])  si capisce perché è da considerarsi un ottimo rimedio naturale per lombalgie, sciatica ed altre nevralgie.
Alcuni studi hanno dimostrato che a parità di quantità di principio attivo testato la camomilla ha effetti curativi paragonabili al cortisone, ma per contro assolutamente privo di controindicazioni., se non quella di essere utero tonico  e quindi vietato per le donne in gravidanza.

Aglio
Restiamo a tavola per trovare un altro inaspettato alleato per contrastare i dolori lombari. Anche qui probabilmente, ciò che permette  il “salto di qualità terapeutica” è la presenza (tra l’altro più marcata che nella camomilla) di salicilato di metile. Importante per la capacità antinfiammatoria (28) è secondo recentissimi studi, anche la presenza di composti solforati (ajjoene e suoi derivati) che inibiscono la produzione delle prostaglandine e l’espressione delle citochine pro-infiammatorie (29), limitando sul nascere lo svilupparsi dell’infiammazione.
Date le molteplici attitudini terapeutiche di questa pianta, se ne consiglia l’utilizzo abituale, sia attraverso l’assunzione in forma puramente alimentare (non in prossimità di appuntamenti galanti), che attraverso l’utilizzo di integratori (all’occorrenza sempre, senza incorrere così in sgradevoli conseguenze).

Zenzero
Un altro valido supporto può esserci dato infine dallo zenzero. Questa antica radice orientale, che in Occidente solo nei tardi anni ’70 è stata scoperta per le sue virtù curative antinfiammatorie, grazie alla sua capacità di ridurre la sintesi di leucotrieni, prostaglandine (30) e chemochine (31), nonché di inibire la sintesi di prostaglandine, consente una considerevole riduzione del processo infiammatorio che può coinvolgere il nervo ischiatico. Secondo studi recenti tale attività si esplica attraverso l’intervento diretto sui meccanismi di induzione di numerosi geni coinvolti nella risposta infiammatoria, modulando direttamente i meccanismi biochimici che si attivano nell’infiammazione cronica senza effetti collaterali tipici degli antiinfiammatori non steroidei (32). Con grandi benefici per la nostra schiena.

Infine ricordiamo comunque sempre, di aiutarci anche a  tavola……. e quindi riguardo all’alimentazione, l’integrazione un po’ più consistente del pesce azzurro nella nostra dieta, può aiutarci a contrastare i processi infiammatori, così come l’utilizzo di altri  alimenti (noci, uova, cavolfiore, spinaci)  o integratori ad alto contenuto di omega 3, ed il consumo di tè verde che risulta essere un utile supporto grazie all’elevato apporto di molecole benefiche alle articolazioni ed alla cartilagine. Da non dimenticare infine il magnesio (importante condro-protettore) in tutte le sue forme (siano esse prettamente alimentari ad es. patate, banane, legumi, spinaci, carciofi, cioccolata o sottoforma di integratori), così come il potassio e la vitamina B1 (ad es. spinaci, carne, banane, semi di soia, noci, cereali integrali, riso integrale) che risultano lo ricordiamo, dei validi alleati del benessere delle nostre articolazioni.

Un grosso contributo alla prevenzione ed alla risoluzione delle lombosciatalgie lo possiamo dare poi, anche con l’applicazione di piccoli ma continui accorgimenti quotidiani.
Prima di tutto bisogna mantenere una costante e moderata (se non si è degli sportivi) attività fisica, che permetterà alle nostre strutture muscolo-scheletriche di essere costantemente toniche senza però sovraccaricarsi e incorrere in  affezioni dolorose di origine traumatica. E per chi ha la fortuna di conoscere un buon pranoterapeuta un aiuto a riallineare la nostra colonna vertebrale e restituirle la giusta postura sarà sicuramente di grande aiuto.

Fonte: www.rodiola.it

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Disclaimer: Questo articolo non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento.

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